Monitoraggio delle infrastrutture IT: guida completa per le aziende

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Non è un segreto che le infrastrutture IT stiano divenendo sempre più complesse, ma al tempo stesso prestazioni e sicurezza sono requisiti imprescindibili per le attività aziendali. Garantire che tutti gli aspetti di un data center siano in condizioni di funzionamento ottimali è tanto cruciale quanto crescentemente difficile. Di conseguenza, anche se il monitoraggio delle infrastrutture IT è da tempo un elemento essenziale delle strategie tecnologiche delle imprese, recentemente sta subendo una trasformazione per restare al passo con gli ambienti virtualizzati e distribuiti.

Scopri come sfruttare il monitoraggio delle infrastrutture IT nella tua azienda, cosa cercare negli strumenti di monitoraggio e come l’AI sta trasformando il settore in questo articolo.

Cos’è il monitoraggio delle infrastrutture IT

In sostanza, il monitoraggio delle infrastrutture IT traccia e analizza le metriche della performance e dell’integrità di un data center. Ciò include tutti gli aspetti di questo tipo di ambiente, compresi l’hardware, il software e le applicazioni.

In passato, il monitoraggio delle infrastrutture era tradizionalmente focalizzato sull’hardware dei data center. Tuttavia, aziende e fornitori hanno dovuto adattare il proprio approccio per soddisfare i requisiti delle tecnologie emergenti e degli ambienti virtualizzati o distribuiti. Questo ha portato a una visione più complessiva, che comprende sia i componenti IT fisici sia quelli virtuali, oltre all’introduzione di funzioni automatizzate e basate sull’AI.

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Agent-based vs agentless: come funzionano i metodi di monitoraggio

Per eseguire il monitoraggio delle infrastrutture IT, le aziende installano o utilizzano strumenti specializzati per la raccolta e l’analisi dei dati dei componenti quali server, sistemi operativi e dispositivi di storage.

Gli strumenti di raccolta dati inviano le informazioni alla piattaforma di monitoraggio, che genera avvisi per qualsiasi anomalia rilevata o soglia superata. Esistono due principali metodi di monitoraggio delle infrastrutture, riassunti nella tabella seguente.

Metodo Agent-based Agentless
Come funziona Le aziende installano un software su un sistema o dispositivo (strumentazione). Questo software è l’“agent”, che raccoglie i dati delle metriche sulle condizioni e sul comportamento dell’host in tempo reale. Invece di installare un nuovo software, i reparti IT usano funzionalità incorporate, come Windows Management Instrumentation (WMI), che raccolgono e inviano i dati alla soluzione di monitoraggio.
Vantaggi Le misurazioni proattive in tempo reale facilitano la rapida identificazione e risoluzione dei problemi. Funziona su tutte le piattaforme supportate invece che sulle singole risorse, offrendo versatilità in ambienti multimarca. L’impatto sull’utilizzo delle risorse e sulle prestazioni è minore rispetto all’uso di agent.
Svantaggi Gli agent fanno un uso intensivo delle risorse, che può mettere sotto pressione i sistemi legacy o quelli che hanno già carichi di lavoro elevati. Il monitoraggio delle infrastrutture agentless fornisce dati limitati rispetto al monitoraggio agent-based. Inoltre dipende dalla rete.

Il monitoraggio delle infrastrutture IT agentless è particolarmente utile per i sistemi più datati con risorse limitate e hardware su cui non è possibile installare gli agent (router e switch spesso usano OS proprietari chiusi che non permettono l’installazione di strumenti di terze parti).

Le infrastrutture IT moderne tendono a usare un approccio ibrido, sfruttando piattaforme di soluzioni in grado di gestire entrambi i metodi.

Le metriche e i principali KPI da monitorare

I KPI del monitoraggio dei data center e delle infrastrutture IT comprendono un’ampia gamma di parametri, tra cui:

  • Utilizzo della memoria – la quantità di RAM usata per eseguire applicazioni, servizi e processi.
  • Utilizzo della CPU – la percentuale della capacità di elaborazione usata dal sistema.
  • Traffico di rete – il volume di dati trasmessi e ricevuti attraverso la rete.
  • Utilizzo della larghezza di banda – la capacità di trasmissione dati disponibile della rete effettivamente usata.
  • Throughput – la quantità di dati correttamente trasmessi ed elaborati nel tempo.
  • Utilizzo dello storage – la quantità dello spazio di archiviazione disponibile su disco o altri dispositivi di storage effettivamente utilizzata.
  • Tempi di risposta – la velocità con cui un dispositivo, un’applicazione o un servizio risponde alle richieste.
  • Percentuali di errore – la frequenza di malfunzionamenti di sistemi, applicazioni e reti in un determinato periodo di tempo.
  • Umidità – il livello di umidità relativa dell’aria all’interno dell’ambiente del data center.
  • Temperatura – il livello di calore all’interno dei dispositivi hardware o nell’ambiente del data center.
  • I/O del disco – la frequenza di accesso a un’unità disco o dispositivo di storage per le operazioni di lettura e scrittura.

I livelli dell’infrastruttura da monitorare

Le infrastrutture IT sono composte da vari livelli (o strati) che lavorano assieme. Ciascuno di questi livelli richiede un monitoraggio per verificarne la stabilità, la sicurezza e le prestazioni. Ecco un breve schema dei livelli dell’infrastruttura di un data center, con le metriche chiave da tenere d’occhio.

Livello Cos’è? Metriche
Hardware Componenti fisici (server, asset di rete, dispositivi di storage, sistemi di raffreddamento e di alimentazione) • Utilizzo della CPU
• Utilizzo della memoria
• Capacità del disco
• Throughput della rete
• Temperatura
• Guasti/avvisi dell’hardware
Sistema operativo (OS) Software che collega l’hardware alle applicazioni, gestendo fattori come le risorse, i processi e la memoria • Stato dei servizi/processi
• Uptime del sistema
• Errori del registro degli eventi
Applicazioni Software che generano contenuti e forniscono funzionalità aziendali (server web, database, applicazioni customizzate, ecc.) • Disponibilità
• Tempo di risposta
• Percentuale di errore
• Utilizzo delle risorse
• Errori dei registri delle applicazioni

Quando le aziende dovrebbero usare il monitoraggio

Garantire che tutti gli aspetti di un data center funzionino al massimo delle prestazioni è fondamentale, ma al tempo stesso sempre più complesso. Gli strumenti, i servizi e le best practice di monitoraggio delle infrastrutture assicurano la visione degli ambienti IT e utilizzano i dati acquisiti per assicurare il corretto andamento dell’attività.

Le soluzioni di monitoraggio forniscono avvisi in tempo reale quando si verificano anomalie o problemi di prestazioni. I reparti IT possono così verificare eventuali impatti sugli utenti finali e risolvere velocemente colli di bottiglia, guasti e calo della performance.

I vantaggi del monitoraggio delle infrastrutture IT per le aziende comprendono:

  • Risoluzione di problemi per garantire prestazioni e sicurezza del data center
  • Ottimizzazione della performance per rendere le attività più efficienti
  • Previsione di future necessità, ad esempio sulla base del consumo di risorse, per la pianificazione del budget e delle strategie di crescita

Come rilevare colli di bottiglia e guasti in anticipo

Identificare velocemente i guasti e i colli di bottiglia – ovvero componenti o risorse che rallentano la performance complessiva di una sistema – è essenziale per contenere le conseguenze e risolvere i problemi efficacemente, prima che abbiano un impatto sull’attività e sull’esperienza degli utenti.
Le seguenti metriche permettono di individuare precocemente i problemi e migliorare la stabilità dei sistemi, ottimizzando la connettività e le prestazioni.

Metrica Perché causa colli di bottiglia In che modo è utile il monitoraggio
Saturazione della CPU Se la capacità di elaborazione della CPU raggiunge il suo limite massimo, non è più possibile supportare tutti i carichi di lavoro richiesti, con conseguente calo delle prestazioni Consente di sapere quando le risorse di elaborazione si stanno avvicinando al loro limite
Elevate latenza e perdita di pacchetti di rete L’elevata latenza e la perdita di pacchetti rallentano la trasmissione dei dati e possono interrompere la comunicazione tra i sistemi Permette di individuare i colli di bottiglia che influiscono sulle prestazioni delle applicazioni e dei servizi
Opportunità di ottimizzazione della connettività Traffico congestionato, errori di configurazione e problemi di capacità possono compromettere l’efficienza dei flussi di lavoro L’identificazione dei limiti di traffico e di capacità permette di evidenziare gli ambiti di miglioramento

Ridurre i downtime con il monitoraggio proattivo

Sfruttando strumenti proattivi di monitoraggio delle infrastrutture, compresi quelli basati su AI, è possibile rilevare più facilmente in tempo reale le anomalie. In questo modo, l’impatto dei problemi può essere contenuto velocemente, mentre l’analisi delle cause originarie consente alle aziende di trovare, e potenzialmente risolvere, la causa del malfunzionamento prima che peggiori o provochi downtime prolungati.

Best practice per il monitoraggio delle infrastrutture

Vediamo ora un elenco di linee guida che possono essere utili alla tua azienda per sfruttare al meglio gli strumenti e i servizi di monitoraggio:

  1. Fissare delle metriche e dei KPI di riferimento. Misurando l’attività e il comportamento standard della tua infrastruttura IT è possibile individuare eventuali anomalie.
  2. Impostare avvisi effettivamente utili. Avvisi poco chiari o non rilevanti tendono a confondere il personale IT, ritardando la risoluzione degli inconvenienti o rendendola inefficace.
  3. Dare priorità alle notifiche in base al tipo di evento e alla criticità del componente.
  4. Testare le misure di monitoraggio e risoluzione per essere certi che funzionino quando è necessario.
  5. Fornire informazioni coerenti ai vari team, per evitare problemi di comunicazione e carenze di visibilità.

Un’altra buona pratica a lungo termine per verificare se il monitoraggio sta effettivamente migliorando la stabilità dei sistemi consiste nell’impiego di KPI quali uptime, MTTR (Mean Time to Resolve, o tempo medio di risoluzione), MTTD (Mean Time to Detect, o tempo medio di rilevazione), percentuali degli incident e affidabilità dei servizi. Così facendo le aziende possono capire se i propri strumenti e strategie di monitoraggio delle infrastrutture sono adeguati o necessitano di essere ripensati.

Qual è la relazione tra monitoraggio delle infrastrutture e i managed services IT

Tra monitoraggio delle infrastrutture e servizi di infrastruttura gestita esiste una relazione, anche se si tratta di due cose diverse. Il monitoraggio, eseguito con appositi strumenti, ha il ruolo di rilevare il corretto funzionamento dell’infrastruttura e di segnalare gli inconvenienti per mezzo di avvisi. I managed services IT, ove implementati, utilizzano i dati ottenuti dagli strumenti di monitoraggio per eseguire manutenzioni reattive e proattive, nell’ambito della gestione dell’intera infrastruttura.

  • Il monitoraggio “osserva” il funzionamento dell’infrastruttura, raccogliendo dati in tempo reale su server, applicazioni e reti, misurando le prestazioni e inviando le anomalie alle piattaforme degli MSP.
  • I servizi gestiti IT operano fattivamente, sulla base delle segnalazioni del monitoraggio, per risolvere o prevenire i problemi, installare patch di sicurezza mancanti ed eseguire backup.

AIOps e automazione nel monitoraggio delle infrastrutture

AIOps sta per Artificial Intelligence for IT Operations. Se, da un lato, la rapida ascesa dell’AI sta causando una serie di problemi per i data center, dall’aumento dei consumi di acqua ed elettricità alla carenza di memorie RAM sul mercato globale, d’altro canto, però, la sua utilità non può essere messa in discussione. L’uso dell’AI per gli strumenti di monitoraggio delle infrastrutture si sta ampliando, per velocizzare e migliorare l’efficacia della risoluzione dei problemi. Ecco alcuni esempi di come è possibile sfruttare l’AI per ottimizzare le attività di monitoraggio:

  • Informazioni più chiare e complete – invece di inviare decine di singoli avvisi minori ai reparti IT, l’AI li raggruppa chiaramente in un unico incident su cui intervenire immediatamente.
  • Assegnazione di priorità ai problemi – le funzionalità di apprendimento automatico consentono di analizzare e stabilire velocemente le priorità di grandi quantità di dati, in modo da consentire alle aziende di affrontare per prime le questioni di maggiore criticità.
  • Automazione delle attività – l’automazione delle attività di routine fa risparmiare tempo agli addetti IT e consente loro di concentrarsi sui problemi più importanti, riducendo inoltre gli errori umani.
  • Gestione proattiva – il monitoraggio in tempo reale e l’analisi delle cause originarie permette di risolvere rapidamente i problemi esistenti (riducendo il MTTR) ed evitando guasti e inconvenienti futuri.
  • Coerenza – gli strumenti AI che monitorano e supportano i sistemi distribuiti in sedi diverse forniscono ai reparti IT una visione migliore e più coerente.
  • Mappatura delle dipendenze efficace – la mappatura permette di comprendere quali sono le relazioni reciproche tra hardware e software, allo scopo di evitare possibili colli di bottiglia.

Come scegliere gli strumenti di monitoraggio delle infrastrutture giusti

Nella pratica, la definizione di una strategia di monitoraggio e la scelta degli strumenti giusti della propria infrastruttura IT dipende in larga misura dagli specifici sistemi, dalle attuali priorità, dal budget e dai piani per lo sviluppo della tua azienda. Di conseguenza, non è possibile indicare un’unica ricetta giusta per tutti.

Esistono tuttavia alcuni principi generali su cui basarsi per selezionare gli strumenti adatti per il tuo data center. Tale scelta dovrebbe basarsi su caratteristiche quali:

  • Avvisi personalizzabili in base alla priorità aziendali e alle specifiche situazioni
  • Piattaforme unificate in grado di fornire in modo coerente informazioni di contesto complete a tutti gli addetti IT e su tutti i sistemi presenti in azienda
  • Supporto cloud nativo per ambienti virtualizzati
  • Scalabilità per stare al passo con le evoluzioni tecnologiche
  • Possibilità di automazione per ridurre le operazioni eseguite manualmente e il rischio di errori umani
  • Monitoraggio in tempo reale per consentire la rapida rilevazione e risoluzione dei problemi
  • Analisi dei dati per individuare, oltre alla natura del problema, anche perché si è verificato e come evitarlo in futuro

I tecnici qualificati Evernex sono in grado di supportare il monitoraggio e le strategie di risoluzione dei problemi del tuo data center con servizi che comprendono dall’assistenza sul posto Smart Hands alla manutenzione di terze parti dell’intera infrastruttura IT.

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Come Evernex supporta il monitoraggio della tua infrastruttura

Evernex, azienda leader nel monitoraggio e gestione di infrastrutture IT enterprise è in grado di supportare la tua azienda con servizi di manutenzione di terze parti (TPM) e gestione completa dei data center, tra cui:

  • Monitoraggio e assistenza proattiva per individuare i guasti ed evitare il downtime
  • Assistenza con tecnici qualificati, disponibili anche 24/7 sul posto o in remoto, con un’approfondita competenza multimarca
  • Fornitura e installazione di ricambi ricondizionati certificati
  • Servizi di disaster recovery e backup nel cloud

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FAQ

Cos’è il monitoraggio delle infrastrutture IT?

Il monitoraggio delle infrastrutture IT verifica costantemente lo stato di integrità e le prestazioni di uno stack tecnologico, avvisando i reparti IT di qualsiasi problema o anomalia. È essenziale per consentire la rapida identificazione e risoluzione di guasti e malfunzionamenti prima che peggiorino o che possano interessare gli utenti finali.

Qual è la differenza tra monitoraggio agent-based e agentless?

Agent-based e agentless sono due diverse tipologie di monitoraggio delle infrastrutture IT. La prima si basa sull’installazione di un software che raccoglie i dati di funzionamento, detto agent. La seconda utilizza funzionalità già incorporate nei sistemi, come ad esempio WMI (Windows Management Instrumentation), invece di installare un programma apposito di terze parti.

Quali KPI bisogna monitorare in un data center?

Alcuni dei principali KPI che le aziende devono monitorare nell’ambito delle proprie infrastrutture IT sono l’utilizzo della CPU, il traffico di rete, l’uso dell’ampiezza di banda, lo spazio su disco, le percentuali di errore e i tempi di risposta.

Cosa significa AIOps?

AIOps sta per Artificial Intelligence for AI operations. L’uso dell’AI consente alle aziende di automatizzare lunghe attività ripetitive, ridurre gli errori umani, assegnare priorità ai problemi, ridurre gli avvisi inutili e individuare velocemente le cause originarie. Nel complesso, l’AI è in grado di aumentare notevolmente l’efficienza del processo di monitoraggio.

Come si sceglie un software di monitoraggio IT?

La scelta di un software di monitoraggio IT dipende sostanzialmente dalle caratteristiche dei sistemi e dai requisiti della tua azienda. Tuttavia, in generale, è consigliabile verificare la presenza di funzionalità come avvisi personalizzabili, piattaforme unificate, supporto cloud, scalabilità, automazione e analisi dei dati del monitoraggio.

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