Ottimizzare la gestione del ciclo di vita IT per la massima efficienza

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L’efficienza della gestione del ciclo di vita IT è un elemento cruciale per le aziende di oggi, che impiegano la tecnologia in misura sempre maggiore nell’ambito delle proprie attività.

L’ottimizzazione dell’infrastruttura IT coinvolge tutto il complesso di hardware e software che l’organizzazione utilizza per conservare, elaborare e trasmettere le informazioni.

Come vedremo in questo articolo, il suo ruolo è essenziale per aumentare l’efficienza operativa, ridurre i costi, garantire sicurezza e conformità delle attività svolte. Consente inoltre di migliorare la scalabilità dei sistemi e assicurare la continuità operativa delle imprese di ogni dimensione.

Cos’è la gestione del ciclo di vita IT

La gestione del ciclo di vita IT (detta anche lifecycle management IT) è un processo strategico per l’organizzazione, che consiste nel soprintendere e amministrare dal principio alla fine gli asset IT e le applicazioni presenti al suo interno.

Le fasi del ciclo di vita IT comprendono ogni passaggio, dalla pianificazione delle risorse necessarie alla loro acquisizione, implementazione, distribuzione e manutenzione, fino alla dismissione finale degli asset obsoleti.

L’infrastruttura IT è costituita dalle apparecchiature usate per il trattamento dei dati, come server cloud e on-premise, data center e apparecchiature di rete. La gestione del ciclo di vita IT ha lo scopo di garantire l’efficienza e la sicurezza del sistema.

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Quali sono i costi nascosti dell’obsolescenza dell’hardware

Ottimizzare la gestione del ciclo di vita IT significa realizzare il giusto compromesso tra lifecycle extension e refresh dell’hardware.

Acquistare nuove attrezzature IT ha un prezzo, ma anche la graduale obsolescenza hardware comporta dei costi anche se spesso meno evidenti, come ad esempio:

  • Aumento dei consumi energetici – apparecchiature risalenti anche a pochi anni fa consumano fino al 40-60% di quelle più recenti, con un impatto notevole sui costi di gestione di un data center on-premise. La scelta della sostenibilità IT, alla fine, può costituire un vantaggio per le aziende.
  • Frequenza dei guasti e delle manutenzioni – più si rimanda il refresh hardware, più la necessità di riparazioni e interventi tecnici si intensifica, con effetti negativi sul downtime dei servizi e sistemi.
  • Minore produttività ed efficienza – sistemi più lenti fanno perdere tempo e rendono meno produttive le ore di lavoro dei dipendenti.
  • Problemi di sicurezza dei dati – l’obsolescenza dell’hardware è direttamente proporzionale alla vulnerabilità dei sistemi alle minacce informatiche; pensiamo ad esempio a dispositivi per cui non sono più disponibili aggiornamenti. I rischi potenziali per la privacy dei dati e la conformità con il GDPR sono elevati.

EOL, EOSL e pianificazione dei refresh hardware

Durante il ciclo di vita dell’hardware esistono alcuni passaggi fondamentali che richiedono un’adeguata gestione della manutenzione e degli aggiornamenti, pena i rischi dell’obsolescenza hardware a cui abbiamo appena accennato.

Le sigle EOL (End-of-Life) e EOSL (End-of-Service-Life) individuano i due principali momenti critici nella gestione del ciclo di vita IT. Il primo corrisponde alla fine della commercializzazione di un asset, il secondo all’interruzione dell’assistenza da parte del produttore originale.

Ottimizzare la gestione del ciclo di vita IT significa massimizzare il valore degli asset. Ciò richiede un’attenta pianificazione delle modalità di manutenzione e assistenza, nonché dell’aggiornamento delle apparecchiature informatiche.

Le fasi di EOL e EOSL influiscono molto significativamente sull’efficienza dei sistemi di cui fanno parte gli asset interessati e sui rischi a cui espongono l’azienda. L’ottimizzazione del ciclo di vita IT richiede quindi:

  • Una pianificazione consapevole della manutenzione e della dismissione degli asset al raggiungimento di EOL e EOSL
  • La conduzione di un audit IT che ha l’obiettivo di identificare le apparecchiature EOL/EOSL attraverso un inventario, che consente di verificare l’età e valutare i rischi di tutti i dispositivi
  • Sulla base dei risultati degli audit, la redazione di una roadmap di aggiornamenti IT modulare e scalabile.

Lifecycle extension e TPM

L’estensione del ciclo di vita (lifecycle extension) dell’infrastruttura IT è una strategia che consente di ottimizzare i costi e l’efficacia degli asset.

Il superamento delle date di EOL/EOSL, infatti, non significa che un dispositivo debba essere automaticamente sostituito. La manutenzione di terze parti (TPM) fornita da un partner specializzato come Evernex consente di estendere l’assistenza post garanzia, ritardando la sostituzione di apparecchiature e sistemi ancora validi, massimizzando gli investimenti sugli asset IT, oltre a ridurre i rischi di downtime dei sistemi e sicurezza dei dati.

I vantaggi della manutenzione di terze parti per l’estensione del ciclo di vita degli asset IT comprendono:

  1. Riduzione dei costi di manutenzione specializzata rispetto ai contratti di supporto OEM.
  2. Maggiore sostenibilità IT, grazie alla maggiore durata delle apparecchiature IT e a servizi di ricondizionamento e riciclo nell’ambito di pratiche di economia circolare, che riducono e-waste ed emissioni.
  3. Riduzione del downtime grazie a una manutenzione proattiva e alla disponibilità costante di un partner affidabile con soluzioni di assistenza 24/7 o entro il giorno lavorativo successivo, a seconda delle esigenze.

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Sostenibilità IT e riutilizzo dell’hardware

Un altro modo di coniugare sostenibilità IT e gestione del ciclo di vita IT è offerto dalla possibilità di utilizzare hardware ricondizionato.

I programmi Evernex SPaaS™ (Spare Parts as a Service™) e Buy-Back consentono rispettivamente di avere a disposizione componenti di qualità ricondizionati e di rivendere le apparecchiature non più necessarie a seguito di un refresh hardware.

La gestione ITAD permette inoltre di ridurre i rifiuti elettronici a fine vita, attraverso la selezione dei materiali riciclabili e la successiva rilavorazione.

In questo modo, l’azienda ottiene anche la certificazione dello smaltimento conforme dei RAEE in base alle normative vigenti.

Strategie enterprise di lungo periodo

Nel lungo periodo, le organizzazioni possono definire e implementare strategie di gestione del ciclo di vita degli asset IT efficaci, che possono sfruttare misure come:

  • Uso dei migliori strumenti ITAM per il tracciamento degli asset IT (sia cloud che on-premise)
  • Monitoraggio e audit del ciclo di vita EOL/EOSL degli asset
  • Manutenzione di terze parti (TPM) per consentire la lifecycle extension
  • Implementazione di una gestione ITAD efficace per massimizzare il ROI dell’infrastruttura IT, garantendo la conformità ambientale e della protezione dei dati

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FAQ

 

Cos’è la gestione del ciclo di vita IT?

La gestione del ciclo di vita IT è il processo che soprintende e amministra gli asset IT dell’organizzazione in ogni sua fase, dalla pianificazione alla dismissione.

Come ridurre l’obsolescenza hardware?

La manutenzione di terze parti (TPM) consente di mantenere l’hardware attivo e perfettamente funzionante anche nelle fasi di EOL e EOSL, ritardandone l’obsolescenza e riducendo significativamente i costi operativi.

Quando estendere il ciclo di vita dei server?

Estendere il ciclo di vita dei server è opportuno se i carichi di lavoro non assorbono l’intera capacità del server e se è disponibile un servizio TPM di assistenza di terze parti che garantisce la continuità operativa e il reperimento di componenti ricambio.

Come ridurre i costi dell’infrastruttura IT?

Una strategia di ottimizzazione dell’infrastruttura IT può basarsi sulla virtualizzazione dei server on-premise, sull’estensione del ciclo di vita grazie alla manutenzione di terze parti e sulla migrazione/ottimizzazione dell’archiviazione cloud.

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