Cosa significa la sigla EOL in ambito IT? L’acronimo sta per End-of-Life e corrisponde al momento in cui un’azienda cessa la commercializzazione di un determinato modello, ritirandolo dal catalogo e la disponibilità di aggiornamenti inizia a ridursi.
Al giorno d’oggi, grazie alla costante evoluzione tecnologica, il ritmo della sostituzione die prodotti è sempre più veloce e molti modelli restano sul mercato per pochi anni. L’arrivo di versioni più aggiornate spesso mette in difficoltà gli utenti dei modelli legacy, spingendoli a sostituirli anche quando non sarebbe strettamente necessario.
Anche se, a prima vista, il passaggio a una tecnologia più aggiornata può sembrare un vantaggio, esso comporta dei costi notevoli per le organizzazione e non sempre è la scelta migliore anche sotto il profilo ambientale.
In questo articolo facciamo chiarezza sulla gestione delle fasi EOL e EOSL nelle aziende.
Differenza tra EOL e EOSL
Per prima cosa, chiariamo la differenza tra due sigle, EOL ed EOSL, che è facile confondere. EOL segna una fase degli investimenti del produttore su un determinato modello, nella quale il prodotto non è più commercializzato e la disponibilità di aggiornamenti e supporto inizia a ridursi.
A volte, a monte di questa data, si parla anche di EOS (End-of-Sale), ovvero la data in cui un prodotto non è più direttamente disponibile dall’azienda madre, ma può essere ancora presente all’interno della sua rete di distribuzione. È il primo segnale della futura dismissione del prodotto.
EOSL, invece, sta per End-of-Service-Life ed è un passo successivo. Significa che il produttore cessa l’assistenza ufficiale di quel modello. In pratica, i contratti di manutenzione non possono più essere rinnovati e la disponibilità di parti di ricambio o riparazioni non è più garantita.
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Rischi e costi dell’obsolescenza dell’hardware
Soprattutto per le piccole e medie aziende, essere vincolate al calendario di obsolescenza dell’hardware imposto dai grandi produttori può comportare difficoltà notevoli.
Anche se l’hardware EOL può essere ancora usato normalmente e non richiede un’immediata sostituzione, è bene tenere conto di una serie di rischi che potrebbero prodursi nel tempo:
- Vulnerabilità dell’infrastruttura IT a minacce informatiche, se l’azienda non distribuisce più alcune patch e aggiornamenti di sicurezza
- Maggiori tempi e costi di riparazione a causa della minore disponibilità di pezzi di ricambio
- Potenziale incompatibilità con nuovi sistemi più aggiornati
- Problemi di conformità con gli standard di sicurezza e privacy come il GDPR
D’altra parte, inseguire le date imposte dai produttori comporta una gamma di problemi di costi che sarebbe possibile evitare con una strategia di pianificazione e manutenzione dei sistemi legacy. Tra questi oneri ci sono ad esempio:
- Ammortamento più breve
- Interruzioni dell’operatività
- Costi di migrazione dei dati
- Costi anticipati di smaltimento dell’hardware
Come ottenere il supporto post garanzia grazie al TPM
Un elemento fondamentale di una strategia di lifecycle extension dell’hardware oltre la data di EOSL è la manutenzione di terze parti (TMP).
Aziende specializzate come Evernex sono in grado di offrire un servizio di assistenza completo di infrastrutture IT e data center nell’ambito di un unico contratto, che riunisce prodotti multimarca.
La manutenzione di terze parti presenta il grande vantaggio di mantenere operativi e affidabili i sistemi esistenti per un periodo maggiore, a costi inferiori a quelli offerti dagli OEM.
Tra i principali vantaggi del TPM ci sono quindi:
- Riduzione dei costi di manutenzione
- Estensione del ciclo vita dei prodotti
- Centralizzazione dei servizi di assistenza dell’infrastruttura
H2: Strategie di lifecycle extension
Per estendere il ciclo di vita degli asset IT al di là delle date imposte dal produttore originale possibile implementare una strategia pianificata che sfrutta diversi strumenti quali:
- TPM – Manutenzione di terze parti di server e apparecchiature di rete
- ELS – Extended Lifecycle Support che fornisce patch e aggiornamenti di sicurezza per sistemi operativi e software
- Ricondizionamento dell’hardware con sostituzione di componenti legacy usati che permettono di mantenere attivi i dispositivi e ridurre l’impatto ambientale, come nel caso del programma SPaaS™ (Spare Parts as a Service™) di Evernex.
Per risparmiare sui costi dell’infrastruttura IT con la lifecycle extension, sono essenziali la pianificazione e il monitoraggio dello stato dell’infrastruttura, anche con strumenti di analisi predittiva EOL. Per questo, è importante in primo luogo conoscere lo stato di obsolescenza dell’hardware presente nella tua organizzazione.
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Come costruire una strategia EOL e EOSL
Per costruire una strategia di gestione dell’obsolescenza dell’hardware in grado di garantire la continuità operativa e ridurre i costi sfruttando le possibilità esistenti sul mercato, il primo passo è costituito dall’inventario dei dispositivi e dal monitoraggio delle scadenze. A questo scopo, può esserti utile il database Evernex, consultabile liberamente.
Il secondo passaggio consiste nel valutare i rischi e l’impatto delle varie attrezzature.
Una volta scelta la strategia da adottare più adeguata per raggiungere gli obiettivi di supporto post garanzia e lifecycle extension dell’hardware EOL, puoi affidarti a un partner specializzato in grado di fornire assistenza TPM, migrazione e cancellazione sicura dei dati.
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FAQ
Cosa significa EOL?
EOL sta per End-of-Life dell’hardware e si riferisce alla data in cui l’azienda madre (OEM) cessa la commercializzazione di un determinato prodotto. Non significa che le apparecchiature debbano essere immediatamente sostituite ma richiede comunque una pianificazione per la gestione successiva.
Qual è la differenza tra EOL ed EOSL?
Mentre l’EOL (End-of-Life) segna l’uscita dal catalogo di un determinato modello di hardware, l’EOSL (End-of-Service-Life) è una fase più avanzata dell’obsolescenza che corrisponde all’interruzione dei servizi e del rinnovo dei contratti di assistenza da parte dell’OEM.
È rischioso mantenere hardware EOL?
Di per sé, l’EOL rappresenta solo una fase dell’obsolescenza dell’hardware e non costituisce un rischio immediato. Tuttavia, nel tempo, può comportare rischi di vulnerabilità, tempi e costi di riparazione maggiori, interruzioni prolungate dei servizi.
Quando sostituire l’infrastruttura?
Il momento in cui è necessario sostituire l’infrastruttura IT può essere ritardato grazie al supporto post garanzia fornito da servizi di manutenzione di terze parti (TPM).